La Battaglia del Pian Perduto

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La battaglia del Pian Perduto

La Battaglia del Pian Perduto

Visso e Norcia lottarono per secoli per assicurarsi il possesso del Piano anticamente detto Pian di Cànatra e poi soprannominato Pian Perduto, oggetto di aspra contesa tra i pastori di Gualdo, castello di Visso, e quelli di Castelluccio, avamposto di Norcia. Nel 1325 Il comune di Visso acquistò per trenta libbre di denari e sei modioli di bosco la Rocca di Berrettuzio, di cui oggi non resta traccia, situata alle pendici del Monte Lieto in vista del Piano.

L’atto, considerato provocatorio da Norcia, diede inizio ad una lunga serie di ostilità: scaramucce, scambievoli depredazioni, furti di bestiame, cattura di uomini, veri e propri scontri armati. Agli episodi di violenza si alternavano tregue e paci che non duravano però a lungo. Spesso, per porre fine a quello stato di perenne guerra, Vissani e Nursini ricorsero all’arbitrato di giudici, che pronunciavano sentenze, le quali avrebbero dovuto stabilire con certezza i confini1 tra i due Comuni. Nel 1425 Daniele, vescovo di Gemona, stabilì che agli abitanti di Castelluccio toccava la Fonte di Cànatra, ma essi dovevano permettere ai pastori di Gualdo di abbeverare a quella fontana i loro greggi. Decise inoltre che il Piano conteso toccasse a Visso, o meglio ai Gualdesi, che avrebbero dovuto lasciare che il bestiame di Castelluccio si abbeverasse ai cosiddetti ‘Mergani di Castelsantangelo’.

La sentenza non accontentò né i Vissani né i Norcini, tanto che le ostilità continuarono anche per tutto il secolo successivo. Il 20 luglio 1522 si giunse ad uno scontro armato, riguardo al quale sono stati tramandati dati poco credibili: solo 600 Vissani, con la protezione di Santa Margherita 2da loro invocata, avrebbero riportato una vittoria schiacciante su ben 6000 soldati di Norcia che, dopo essere stati battuti, tentarono di piombare su Gualdo ma furono respinti con furore dalle donne rimaste a guardia del castello con lanci di sassi e macigni. Secondo una malevola tradizione di origine norcina le gualdesi avrebbero avuto un ruolo molto meno glorioso: si sarebbero cioè concesse ai soldati di Norcia, al fine di disorientarli e farli accerchiare dall’esercito vissano. Dopo quella sconfitta il piano in questione è stato soprannominato Pian Perduto (perduto naturalmente per Norcia che aveva perso la guerra).