Riapre lo stabilimento di Acqua Nerea

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Riapre lo stabilimento di Acqua Nerea

L’economia di Castel Sant’Angelo sul Nera riparte: 1.000.000 di bottiglie donate ai punti raccolta

Castel Sant’Angelo sul Nera, epicentro di uno dei terremoti più forti e devastanti degli ultimi 35 anni, oggi è pronta a ripartire.
A dare questo importante messaggio positivo è Acqua Nerea: questa mattina, dipendenti, impiegati e consiglio di amministrazione, tutti insieme, sono tornati sul loro territorio per riaprire l’azienda, avviare i macchinari, far tornare operativi gli uffici e continuare ad imbottigliare l’acqua che sgorga dai Monti Sibillini, fonte di vita e di speranza, per un territorio che vuole tornare a vivere ed aver fiducia nel futuro. Dai sopralluoghi effettuati alle sorgenti nei giorni scorsi, immediatamente dopo il sisma, è stato possibile verificare che le falde acquifere di Nerea non sono state compromesse e che tutto è nella normalità.

L’acqua nel suo corso incontra anche grandi ostacoli ma continua a scorrere.

Il primo pensiero di tutta l’azienda Nerea è stato rivolto alle persone che hanno dovuto abbandonare le loro case e recarsi nei campi di accoglienza, prontamente allestiti dalla Protezione civile: l’azienda sta approntando centinaia di migliaia di bottiglie in partenza per i vari punti raccolta e distribuzione dislocati tra Marche e Umbria e a chiunque ne facesse richiesta in questa fase di emergenza.

“La vita deve continuare a scorrere come l’acqua dei nostri Monti” afferma il Vice Presidente di Acqua Nerea Nicola Moretti, “Abbiamo voluto subito riaprire per dare un messaggio forte alla nostra popolazione ed essere loro concretamente vicini. L’obbiettivo del consiglio di Amministrazione è quello di riportare in questi luoghi una speranza di vita e di normalità. L’azienda da subito ha fornito, per quanto possibile, ogni tipo di supporto ed aiuto, anche logistico, ai propri dipendenti. Auspichiamo l’aiuto di tutti i soggetti istituzionali, indispensabile in questo momento, per superare le difficoltà e rimettere le comunità delle zone colpite dal sisma in una condizione di normalità nel più breve tempo possibile” conclude Moretti.

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